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STORIA E CULTURA
Una cu/oltura millenaria dell’olivo, autentica, nel cuore della Basilicata
Ferrandina è terra d’olivi e di miti, di pietre antiche e di poesie nascoste.
Qui ogni tronco racconta, ogni ramo conserva memoria.
Qui l’olivo non è solo una coltura. È cultura che respira, identità e rifugio.
È la linfa antica che scorre tra le radici e le rughe del tempo, della terra e della sua gente.
Ferrandina è un luogo in cui storia e cultura si intrecciano in profondità con le radici di un albero antico e nobile: l’olivo, sacro alla dea Atena.
Questo legame è concreto e millenario: le prime testimonianze della coltivazione dell’olivo risalgono almeno al IV secolo a.C., come attesta la straordinaria scoperta dei resti di un frantoio in località Sant’Antonio. Non lontano da qui si erge un olivo monumentale, denominato affettuosamente “Il Patriarca”, che con i suoi oltre sette secoli di vita veglia sul paesaggio e sulla memoria collettiva. Tra questi olivi nasce e si coltiva la majatica, cultivar autoctona di Ferrandina, un frutto che ha modellato non solo l’economia locale, ma anche il paesaggio, la cucina, la vita. Dalla majatica si ottiene un olio extravergine intenso e complesso, così come le famose olive nere al forno, un prodotto riconosciuto come Presidio Slow Food.
E se il passato parla, il presente risponde guardando al futuro. Ferrandina, città fondata da Federico d’Aragona nel Rinascimento su dei colli frequentati da tempo immemore dall’uomo, è oggi parte del circuito nazionale delle Città dell’Olio. Promuove un modello di sviluppo sostenibile basato sulla filiera corta, sulla qualità artigianale e sulla valorizzazione del territorio e della sua storia. Sostiene camminate tra gli ulivi, festival di musica jazz, itinerari culturali, degustazioni e laboratori dedicati a residenti, turisti e appassionati. Il paesaggio olivicolo, con la sua biodiversità e la sua bellezza, è oggi riconosciuto come un bene comune: da preservare, da vivere, da raccontare.
