L’OLIVO PATRIARCA

Il custode del tempo: un ulivo ancestrale e monumentale nelle campagne di Ferrandina

Tra le dolci colline che circondano Ferrandina, dove il paesaggio si apre tra uliveti secolari e memorie antiche, vive un albero che da solo racconta la storia di un territorio. Lo chiamano “il Patriarca”: con i suoi almeno sette secoli di vita, è tra i simboli più potenti della cultura olivicola ferrandinese.

Situato a poca distanza dai resti di un frantoio del IV secolo a.C., il Patriarca si erge con imponenza. Il tronco, cavo e modellato dal tempo, misura 7,5 metri di circonferenza e l’altezza raggiunge i 4,5 metri. La sua forma irregolare e la sua presenza silenziosa parlano della millenaria tradizione olivicola locale più di quanto possano fare le parole. Per età, dimensione e valore paesaggistico, è stato inserito nell’Elenco degli Alberi Monumentali d’Italia, secondo quanto previsto dalla Legge n. 10/2013 e dal Decreto del 23 ottobre 2014. Un riconoscimento che celebra la sua unicità botanica e il suo significato culturale e identitario. Nel 2013, alcuni suoi polloni sono stati piantati a Roma, nel Giardino dei Patriarchi dell’Unità d’Italia presso la Villa dei Quintili. Ogni regione vi ha affidato un albero “gemello” a rappresentare le proprie radici: per la Basilicata, è stato scelto il Patriarca di Ferrandina.

A testimoniarne ulteriormente la ricchezza arborea del territorio, ci sono migliaia di altri olivi secolari punteggiano il territorio ferrandinese. Non sono solo meraviglie naturali, ma autentici custodi del tempo: radicati in una terra che ha fatto dell’olivo parte essenziale della propria identità. Visitarli è un modo per riscoprire un’eredità viva, che ancora oggi nutre il presente e il futuro dell’olivicoltura lucana